Partita IVA e Cessione Diritti D’autore

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  • Questo topic ha 2 risposte, 2 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 5 giorni, 15 ore fa da silvia_deventura.
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  • silvia_deventura
    19 Novembre 2021 alle 10:32 am #2510

    Ciao a tutti! Irrompo subito con una gatta da pelare molto pelosa per me (povera gatta!)
    Ho una partita IVA con regime forfetario dal 2017 (allora lavoravo esclusivamente come graphic designer). Da circa tre anni, oltre a fare le mie solite fatture con rivalsa inps per lavori di grafica, ho anche ritenute con cessione di diritti d’autore e man mano che vado avanti nella professione il numero di ritenute aumenta superando quello delle fatture. Ha senso quindi mantenere la partita IVA aperta considerando le spese considerevoli che comporta? Come viene gestita la parte contributiva se si producono esclusivamente ritenute con cessione di diritti d’autore? Ho una commercialista che segue la mia posizione attualmente ma non ha molti casi come il mio e brancolo un po’ nel buio
    Grazie grazie grazie

    Emanuele Rosso
    23 Novembre 2021 alle 6:19 pm #2570

    Ciao Silvia!

    Questo il riassunto che fa per te:

    – se la cessione dei diritti d’autore è connessa alla professione esercitata (es. un medico che scrive per una rivista di medicina), i proventi contribuiranno a determinare il reddito professionale e saranno, quindi, conteggiati nel regime forfettario (provocando l’uscita dal regime, in caso di sforamento del limite di ricavi e compensi di 65.000 euro), ma saranno ugualmente soggetti alla tassazione ordinaria prevista per le altre situazioni.

    In linea generale, chi non ha la partita iva e cede i diritti d’autore dietro compenso non è tenuto ad iscriversi alla Gestione Separata INPS, né a versare i contributi previdenziali. A ogni modo, i contributi versati sui corrispettivi delle cessioni dei diritti d’autore, al pari degli altri contributi previdenziali, costituiscono un onere interamente deducibile dal reddito, a prescindere dal regime fiscale adottato.

    Se invece la domanda è più generale, credo che sia una questione di approccio di vita: se “credi nella pensione”, puoi scegliere di continuare con la partiva iva e accumulare contributi, oppure chiuderla e aprire un fondo pensionistico privato, considerando che non è obbligatorio versare contributo sui diritti (onestamente non so se ci siano autori che lo fanno).

    Se hai una domanda più tecnica o specifica (su aliquote e deduzioni o altro), faccelo sapere che la inoltriamo al commercialista.

    Personalmente credo che dovresti metterti, calcoli alla mano, a vedere quanto versi di tasse ogni anno con la partita iva, quanto di contributi, e il netto che ti rimane in tasca. Provare a rifare il calcolo facendo come se non la avessi e pagassi solo le tasse sulla cessione dei diritti, valutare se le tasse pagate sono superiori o inferiori, calcolare il netto che ti rimane, e se da quel netto riesci a scorporare una parte per alimentare un fondo pensionistico privato.

    silvia_deventura
    25 Novembre 2021 alle 12:14 pm #2579

    Grazie Emanuele 🙂
    Ora provo a fare questi conti della serva, eventualmente chiederò un consulto tecnico al commercialista. grazie ancora!!

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