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In questa sezione troverete informazioni specifiche su modalità contrattuali e compensi riguardanti le differenti categorie di creatori del fumetto.

Sappiamo che l’argomento è “spinoso”, e merita approfondimento e precisione (in termini di cifre, condizioni, diritti, tempi…), quindi queste informazioni saranno fornite solo quando avremo un quadro completo della situazione italiana (anche grazie alla compilazione dei questionari).

Non si tratterà di un sistema di tariffe o compensi minimi (che è un criterio impossibile da stabilire in un contesto di liberi professionisti), quanto di una fotografia delle condizioni economiche medie in cui operano i creatori del fumetto.

Ci teniamo però intanto a segnare alcuni punti fondamentali.

Il contratto (dal latino contractus, participio passato di contrahĕre, «trarre insieme, riunire, contrarre»), nell’ordinamento giuridico italiano, è l’accordo di due o più parti per costituire (nel senso di incidere sulla situazione e sugli interessi delle parti introducendo un nuovo rapporto), regolare (cioè apportare una qualsiasi modifica ad un rapporto già esistente) o estinguere (nel senso di porre fine a un rapporto preesistente) tra loro un rapporto giuridico patrimoniale (cioè corrispondente a interessi di natura economica).

È un regolamento di interessi che trae la sua forza vincolante dall’accordo di coloro che lo stipulano, ed è sia un modo di acquisto di diritti reali, sia una fonte di obbligazioni.

Nello nostro specifico è un accordo privato che uno o più autori stipulano con un editore per definire i propri ruoli, i comportamenti delle parti e i loro diritti reciproci in merito alla pubblicazione di un’opera.

In quanto accordo, si può non essere “d’accordo” con la proposta ricevuta inizialmente, e chiedere delle modifiche per venire incontro alle esigenze dell’una o dell’altra parte.

Ogni accordo è negoziabile, in funzione delle reciproche priorità dei soggetti coinvolti.

È fondamentale leggere bene una proposta di contratto e aderire a ogni suo punto. 

Una volta firmato (dichiarando quindi di essere in accordo con tutte le sue parti), siamo responsabili di ciò che ne consegue.

Può la richiesta di negoziazione portare al fallimento dell’accordo?

Potrebbe. Ma se chi propone un contratto di pubblicazione crede nell’operato dei creatori sarà disposto a cercare un punto d’incontro. 

In generale, più i creatori saranno consapevoli del proprio valore e dei propri diritti, e più cercheranno di farli rispettare, come singoli e come categoria, più aumenterà la loro forza contrattuale.

Siamo consapevoli che leggere e interpretare clausole contrattuali non sia l’attività a cui un creatore di fumetti è più portato (altrimenti avrebbe studiato giurisprudenza), ma bisogna tenere bene a mente che un contratto è un vincolo che con ogni probabilità durerà per vari anni.

Un creatore di fumetto, qualunque sia il suo ruolo, dovrebbe prendersi tutto il tempo necessario per leggere e valutare le condizioni, chiedere consigli ad amici o altri operatori con cui è in contatto, essere sereno nel fare domande specifiche o chiedere modifiche a chi propone il contratto, e solo a quel punto firmare.